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io.cOme spOsa deL deLiRio.nOn c'è saLveZza per uNa cOme me.<.cOmeta seNza reSpiRo peRsa in vIaggi aLluciNati di nOn pOsSibiLità di fUga.> |
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January 25 La Nostra Casa (Con i libri di Pasolini)Mi hai spezzato le costole quando mi hai abbracciata a metà. C'era il fumo, tanto. C'era l'alcool, tanto. Io bucavo i tuoi pensieri mentre tu ti muovevi. E sapevi farlo in quel buio mentre poggiavamo il culo su quel pavimento freddo dove abbiamo passato ore. E te l'ho detto poi quel che sei per me. Un giorno ruberemo i soldi da una slot machine e partiremo. Saremo pettinati abbastanza per stare vicini.
Ho gli incubi a pensarti nel mare. E nella carta stagnola ho riposto la tua bocca che si era attaccata al mio collo mentre noi fingevamo non ci fosse nulla. Mi parlavi del mondo e dei cieli che ti hanno ospitato. Avresti dormito su una panchina in stazione, così ripetevi. Poi ti ho detto che sarei rimasta e poi ti ho anche detto che avremmo aspettato assieme quel treno. Volevo proteggermi le braccia in quel momento. Ed erano le quattro di mattina quando parlavamo sottovoce. E stringevi quel verde, baciandolo. Io rincorrevo tir e mi lasciavo ascoltare.
Quando dormo appiccico stelle sulle palpebre e quando stavamo riprendendo la luce, così pacati, ho chiuso gli occhi e tu vagavi per la città. Così ho deciso di dar fuoco ad un arido stemma inciso sul cuore. E le madonne piangevano. Io rimboccavo sogni palpitando. Disfatti e sfatti siamo stati arte, per quel che mi riguarda.
Ricordo quando mi hai detto che esistevi e ricordo quando ti ho detto che non lo avrei pensato.
La mia mente diviene tua sposa. I festeggiamenti li faremo per strada persi dietro discorsi seri mentre il sole scappa. Con i fili delle nostre parole accendiamo la luce. E sarà abbastanza per vederci.
Un giorno torneremo a disintossicarci da quello che siamo. Io ti aspetto sul marciapiede. Nei lampioni dei miei occhi ritroverai la strada.
Farnetico.
Sai già dove andare, ora.
E so già dove finirei, ora.
Ci siamo rovistati dentro, finendo sigarette e poi ho smesso di guardarti negli occhi tra candele e sottofondo. In realtà trovavo lo spazio per dirtelo.
Dopo, al mio ha risposto il tuo sorriso.
[Ci siamo comprati. E non lo sappiamo.] January 07 Prima Presentazione di " Parli come la notte, fortissimo "
Mercoledì 21 gennaio vedrà la luce " Parli come la notte, fortissimo " di Valentina Tomaselli. Palazzo della Provincia di Reggio Calabria ore 16.
Vi aspetto, trovatemi.*
[ Col sorriso e con Te, nulla più. ] December 24 Per nulla, per tuttoLa stanza ha le pareti di frutta. I colori sono sparsi sulla superficie stesi come su un prato. C'è la luce intorno e sembra di essere in una casa di carta. E la carta è fragile. Si spezza subito.
Lo sai tu cosa vuol dire quando il cuore lo vedi morire davanti?
Sale su l'alcool della serata. Buttato giù per riempire la distanza che conta due sedie esatte. E poi c'è il burrone. Una scala a chiocciola blu dove rotolare e poi scappare.
Non esiste nulla che possa spiegarti.
Non esiste nulla che possa soffocarmi così, oltre te.
Non esiste nulla che possa curarmi dalla malattia che sei tu.
Ma tu chi sei?
Tu sei un buffone, un pazzo, un superman senza poteri accompagnato da un' ombra che ti giace accanto priva di forma.
E trovando Lei, non avresti potuto mai ritrovar me.
Così decisi di regalarti istanti di non/senso mischiati a movimenti irrequieti e falsi che le pareti accoglievano vibranti.
Non so com'erano gli occhi, i tuoi. So com'erano i miei, ed il tuo corpo un fucile dai proiettili che erano i miei sospiri persi.
Eri l'incanto anche da lì.
Ora la nausea mi chiude i polmoni e il cemento si appoggia violento sulle gambe ed io percorro corridoi imperterriti che leccano i tuoi resti.
Il suono della tua presenza è ormai diventato un asfissiante boccheggiare che si scontra con le piaghe del cuore che lamenta i troppi tagli.
E con le spalle al muro mi arrendo.
Tenendomi salda alle radici del mio male sono consapevole di non poter nulla. Di essere destinata a questo sottile veleno che ottura le vene.
Tu un foglio smarrito. Io una penna attaccata al dito.
Vorrei poterti chiedere di te.
Vorrei confezionarmi e regalarti ogni parte di me.
"E cosa mi dai in cambio?"
"Me stessa."
"Tutta te stessa?"
"Tutta."
Molto di più. Fino a far sparire i nostri contorni e fonderli.
Ti vivrei così, appoggiata al tuo cielo.
Passano gli anni e tu apri gli occhi ritrovandoti in me che raccolgo ogni cosa ti appartenga.
Questo il sogno.
Questi gli sfregi.
November 29 In libreria a breve, on line da oraIn attesa dell'uscita in libreria a breve, "Ho preso in mano quella fotografia e.." è intanto acquistabile on line sul sito http://www.9muse.net/catalogo.shtml senza spese di spedizione!
Trovatemi/ci.
November 25 Tra pochi giorni in libreria una nuova creaturaCi sono nuove pietre da scagliare e nuovi cuori in cui affondare.
Nasce così "Ho preso in mano quella fotografia e.." che raccoglie quattordici diverse storie da cullare.
Io, Valentina Tomaselli, vivo in una di quelle.
ISBN 978-88-903365-2-2
Trovatemi/ci.
October 26 ComeUnaRampicanteMiSciolgoIntingo l'inchiostro in quel calamaio che è la mia pelle.
Scalfiti gli angoli, immobilizzo qualsiasi sensazione imprigionandola in una ristrettezza che non le appartiene.
Mi chiedo perchè.
Ed intanto tu dal basso di ciò che sei punti il dito infilandomelo in gola quasi a voler smettere di farmi parlare.
Ma io, sai, non ci riesco.
Io non sono in quei riflessi opachi che cambiano colore al mutare delle stagioni. Io non striscio in quel patetico danzare che fingono brillante. Quasi come lustrini e paillettes. Quasi come lunghi cortei della bellezza. Mentre apatiche triadi sorreggono l'altare della finzione in questo gioco dell'assurdo. E' forse il manicomio?
Volando alta mi accorgo poi di quel senso di soffocamento che mi pietrifica le gambe mi fa ruotare gli occhi continuamente mi accelera le immagini, solo poi se provo a cercarti. Ma allora in questo lago di povertà io decido di non giocare. Di rosicchiare queste teste insulse dalle mille chimere.
Ed un giorno saprai ascoltare i miei lunghi lamenti, oh sì che lo farai.
Mi destabilizza sai, questo riferirmi a te in ogni giostra su cui salgo.
E l'esserino scarno ed impaurito che ho partorito e che ora tengo sul ventre, si nutre di te. Esiste in quanto sei tu per primo ad esistere. Contiene la tua forza, raccoglie le tue parti e sprigiona il tuo ricordo. Se tu non ci fossi stato, lui non avrebbe visto mai luce. Non si sarebbe mai affidato a mani invisibili che ardevano di toccarlo.
Staccai a morsi la pelle a quella bambola/barbie. Le lasciai il mio volto addosso. Volevo solo amarla, poterla rinchiudere nel baule delle promesse dove estasi e stupore si uniscono danzando sotto il sole che brucia.
Tu non sei fino a quando non fai.
Ho il terrore di tornare.
Ho il terrore di anche solo..
gardare.
Ho il terrore di permettermi nuove braccia che stringono cartoni fragili ed ammassati.
Ho il terrore di questo eccesso che spinge sui fianchi.
Sono incosciente quando lo dico. E tremo ancora la notte scuotendo la testa repentinamente, quando fai rumore.
Potessi amarti, lo farei con ogni mezzo. In ogni strada. Sotto ogni cielo. Al buio.
Infatti
t'amo già.
Ed invece Loro amano fasciarsi di accessori benedetti che possano sopperire ad ogni stupro che si agita in corpo.
E' così lontana la verità che quasi si perde.
Nasce così un sospiro e muore così portandosi via.
October 15 A polsi scoperti, boccheggiando nuovaRiscoprendomi tra questo debole trascinare, ti direi che accade solo una volta.
E mai più.
In fondo, eri tra le pareti colorate e disegnate di libertà. Eri sotto quella panchina a sinistra sporca e puttana. Eri tra gli spazi interrotti dall'erba malata, distribuiti in quel finto parco. Eri in quel pavimento circolare infetto e in quell'aria muta, densa del tuo fumo. Eri tra le cicche abbandonate e tra le carte inquinate. Eri in quella colonna centrale scritta e imponente. Eri tra le piante. Eri in quelle piante che si perdevano nel buio, dove quella tenerezza, apparve tra lo stupore. Eri nella panchina a destra che ci ha abbracciati coi colli reclini.
Eri nel tuo posto. Ma tu non c'eri mai.
Passavo le notti così.
Ed ora che ruzzolo appiccicandomi le mani di questo miele incolore, so che mai sensazione fu più preziosa.
Passando per il cuore, riscopro un timido sorriso figlio di ciò che mi hai lasciato.
Aveva mani piedi ed occhi, quel dolore.
Sapeva camminare abile ed insinuarsi famelico, d i v o r a n d o m i .
In un capovolto pensare piego il capo stuprato rovesciando un silenzio gravido di pensieri.
E sbattendo la porta quasi non ti vedo.
p i ù.
Scivolati nel tempo non durammo neanche un respiro intero.
Dividemmo il niente tra le braccia.
Ma ora non ci credo.
Levigato sapore porta trafitto la lama del perchè.
Potendo diventare tutto, imprigionammo il niente.
Le lasciai le parole e la rabbia, a quella farfalla.
Pensandola vera.
Compromessi spiriti fuggono nel ripostiglio del rimpianto perduto.
Trovando treni che forano il vento nella folle corsa verso il tuo niente.
Perchè,
si ama a prescindere da tutto.
perchè, cari,
si ama sopra ogni cosa.
Picchiando l'impossibile raccolgo l'ignoto suono di un battere maniacale che si perde,
dietro me.
Sapessi la pena.
Nella mia carne, i morsi.
Il portarti anche lì, in superficie.
Comunque,
t e n e n d o t i .
Comunque,
lasciandoti andare.
Comunque,
tu,
a pezzi nelle scatole.
Comunque,
ora ci sono io.
Chiunque tu sia,
Chiunque tu sarai,
t r o v a m i .
September 18 paceE sentivo i tuoi passi. [questo l'inizio.]
Ora abbiamo ogni giorno, ogni attimo per stare lontani. Mi illudeva,sai la tua presenza. La vidi lì, scaraventata sul suolo la speranza. Mi entrò vorace nelle ossa la fine. E tu puoi lasciarmi con quell'immagine. con le spalle voltate. con me fuori al gelo tra la rabbia.
Ho capito così che questo vetro cui infrangersi era troppo opaco per rendersi conto degli stracci. E nel buio ho ripreso le ossa, gli occhi e sono scappata.
Omicidio perfetto quello in cui perì il mio ladro di zucchero filato.
La mia notte, una morte esaltante in cui anche una luce sarebbe stata di troppo.
Ricordo che piegai il corpo. Ricordo il sorriso beffardo e la sicurezza di chi è consapevole di poter tutto. Eppure, sono rimasta.
Può il nulla diventare spada. Può la meraviglia ritorcersi contro in un brusco sfrecciare di parole sparse.
Tieniti quello che non hai.
E la accolsi nell'istante stesso, la rabbia. Mi arrestò le mani.
Non saprò mai il perchè di questo Amore riversato sul pavimento bagnato di alcool e impregnato di fumo. Saprò del cuore ripreso e dell'anima richiusa nel cassetto. Un giorno armonia e miele si fonderanno.
Nessuna colonna sonora. Nessuna melodia. Solo il vento.
Così inutile, come la racconterai?
questa và a mik, che neanche il passare del tempo potrà cancellare. per ogni cosa, grazie. và ad alemia, tu che volendomi bene nulla è più importante. và a silviè, e al coraggio che mi hai dato. và a vane, groupie bizzarra, consapevoli che il finire è il nostro inizio. e infine a cò, che vedendola vedevo me tra le lacrime e gli occhi sfiniti.
finisce così. finisco, mia.
August 30 D'AmoreDiMorteEDiAltreSciocchezzet'amo.
come le foglie accartocciate nella borsa.
t'amo.
leccando le lettere dell'alfabeto sento l'impellenza di un abbraccio.
Era notte quando ti sei accostato tenendomi le mani.
Io ti vedo dentro ciò che tu non sai di avere.
Tipo?
Sei perfetto.
Lo vedi solo tu.
Probabile.Sei perfetto nei modi. Perfetto nelle idee.
Era notte quando sono corsa da te non appena me l'hai chiesto.
Mi tenevo il corpo. Cercavo l'immobilità mentre tremavo.
Era notte quando ti ho aspettato e sentivo quello slancio ravvicinato nel poterti finalmente tenere con me, anche solo per poco, anche solo per sempre.
Erano gli occhi tuoi la prima cosa che mi ha forato il cuore.
Era la paura che come una museruola limitava i miei gesti.
[Andiamo dove vuoi.]
Era la fame di te che d'istinto ha accolto la tua mano nella mia quando mi sei scivolato addosso.
Avevi la strada dritta davanti.
Avevi me, statua imperfetta.
Adesso sei felice.
Felice?
Perchè sei con me.
nella distrazione delle parole sentire la possibilità di fonderci. come metallo fuso.
t'amo.
vedendoti vivere.
così intenso l'abbraccio, così forte il cuore.
nell'allontanarti poi ti riprendevo.
Mi vuoi bene?
No.
Mi odi?
No.
Mi ami?
il silenzio.
Era questo un modo imperfetto per amarti.
sgualciti gli anni, sembravano riavvolgersi.
ridarci le parti mancanti.
la certezza di ritornare da te, sempre e comunque.
con tutti gli sbagli conservati in valigia.
Che fai mi annusi?
Amo l'odore della pelle.
Allora sniffami dai.
nell'incapacità di sprofondare completamente, io mi nascondevo.
in fondo, eri lì.
Era mattina quando ti ho amato davanti al mare.
Era mattina quando dovevi andare.
Era mattina quando ho desiderato di fermare quell'istante regalandoci l'eternità.
r i m a n i.
ed ho visto tutto, guardando te.
Era il mondo che finiva dove tu finivi.
Era il proteggersi la colpa.
ed è una morte un pò peggiore.
t'amo.
fra le pieghe del cielo.
t'amo.
ascoltando il buio.
incessante rincorrere un faro spento.
che al battito di ciglia della notte che viene, sembra ascoltarsi da solo.
[tanto lo sai che ti cercherei comunque.]
smarrita la mente tra i passi di un incalzare ormai lento
mi dissocio da questo fioco galleggiare che porta alla pazzia.
al vento ritorni e il cuore mi strappi.
dell'amore, i brandelli.
di te, le ceneri.
di me, il gelo.
August 26 sorridevo, e sapevo sorridere coi miei vent'anni portati così*percHè a veNt'aNNi è tUtTo aNcOra iNteRo.
a veNt'aNNi è tUtTo cHi lo sa.
a veNt'aNNi si è stUpidi davveRo, qUaNte baLLe si ha iN teSta a qUell'età!
oggi, 20.
ad una mezzanotte brindata per non so quante volte.
per le tre tappe scelte.
per le cazzate.le risate.gli sconosciuti.
per le parole urlate.
per i cappellini colorati.
per le foto assurde.
per le bolle di sapone.
per loro, che amo.
per te, che amo ancora di più.
per il rosso palloncino che ho lasciato appeso al tuo portone, sul quale con la nera matita per gli occhi l'ho scritto, che ti amo.
per le docce di acqua e alcool.
per i rumori maldestri che facciamo.
per tutto il resto, e per quello che noi riusciamo ad inventare..
i n s i e m e.
e poi..
August 10 DieciAgostoZeroOtto.cola l'eyeliner.
in questo momento cola.
qualcosa si spegne.
sono io.
ma accendo la voce.
e lo faccio così.
Valentina con i suoi quasi vent'anni ama far cose stupide insensate inusuali insolite folli disarmanti spiazzanti. Valentina appanna un vetro e si disegna quando le mancano i colori. Lei ama sognare. E quando si guarda intorno fatica a vedere il suo riflesso. Impazzisce. Valentina con i fiumi di vodka nella testa offre al pubblico lo spettacolo migliore. Valentina canta con gli sconosciuti in mezzo alla piazza. Valentina si ritrova di notte in un'altra città. Valentina la ama la notte. Valentina parla con gli occhi, con le parole non le riesce. Valentina grida in mezzo alla gente e canta Guccini col cuore nelle mani. Valentina perde la voce cantando anche Ligabue e guardando il cielo ha fissato una stella indirizzandole tutto ciò che ha dentro. Valentina sale su una torre e grida TI AMO. Valentina stringe in mano il cellulare e aspetta. Valentina con gli occhi guarda gli altri incantata e dice "ma io lo amo". Valentina ride fino a scoppiare e l'istante successivo piange diventando più bella. Valentina si siede sulle scale ed osserva le gambe. Valentina balla in mezzo alla strada e controlla che il suo ciuffo sia in ordine. Valentina incornicia i particolari e li osserva stupita. Valentina torna a casa a mattina sconvolta. Valentina è eccessiva in ogni cosa che fa.vede.sente. O tutto o niente. Valentina si perde nell'inesistenza. Valentina contempla il mare sognandosi lontana. Valentina si cerca e costantemente si perde. Valentina scrive sulla pelle sperando qualcuno legga. Valentina desidera novità capaci di sconvolgerla.di capirla.di raccoglierla. Valentina non chiede aiuto. Valentina tace e poi scoppia. E quando accade sceglie volontariamente il modo peggiore. Valentina sa uccidere con le parole. Valentina darebbe se stessa. Valentina ruba i cartelli per strada dichiarando LA SETTIMANA DEL PIGIAMA. Valentina mangia cioccolata e caramelle gommose. Valentina respira tutto tranne l'aria. Valentina vive nel nulla costruendo le sue difese. Valentina ama smaltarsi le unghie persino di fucsia fluo. Valentina ama la pelle vissuta di lividi. La arricchiscono. Valentina progetta parrucche musica circense e barattoli appesi alla macchina. Valentina guarda un film e ci affonda. Valentina entra nelle librerie sentendosi protetta.immune. ed accarezza i libri. Valentina manda a fanculo. Valentina indossa la sua maschera migliore col vestito migliore sentedosi più forte mentre.dentro.muore. Valentina non si mostra.si nasconde.si ribella. Valentina aspetta perchè lo sa fare. Valentina chiede senza avere risposta. Valentina ama i discorsi profondi. Valentina vorrebbe solo che qualcuno la decifrasse. Valentina è complicata. Valentina ferma le emozioni in una foto particolare. Valentina non sorride mai nelle foto. Valentina tira fuori il pettine dalla borsa ovunque si trovi. Valentina ama stare al centro dell'attenzione. Valentina pranza in un pub dove un cameriere carino le porta un cuore di pane le firma lo zaino e le offre alcol. E poi lei segue la lezione di economia politica. Valentina odia le formalità e le tradizioni. Si sente slegata da tutto questo. Valentina ha una mentalità aperta che la spinge a vedere il mondo al contrario. Valentina conserva etichette scontrini sottobicchieri cucchiaini cannucce e guardandoli sorride. Valentina una notte in villaggio turistico brinda e brinda e brinda e cerca il bagno. E' immenso lì. C'è un bosco. Valentina cerca cerca e si perde. Poi torna indietro. Valentina dice che sta bene sempre. Valentina cade a terra ridendo. Valentina osserva i movimenti della gente. Valentina ama Milano e ama Roma. Valentina scrivendo si cura. Valentina non si accontenta. Non lo sa fare. Valentina scrive sui muri. Valentina ti sbatte in faccia la verità. Valentina ha un vuoto immenso dentro che cerca di colmare con le sue stranezze.
Valentina ha sempre.paura.
e poi ci sei tu.
che per me sei la meraviglia.
Antonio ha un sorriso immenso. di quelli che s'illuminano. Antonio è brillante. Antonio è perfetto. Sembra che la vita gli scorra davanti ed invece so che la assapora in ogni momento. Antonio è dolce e l'attimo dopo è un coltello. Antonio ama la musica.anche quella semisconosciuta. Antonio ama il calcio.ama pure giocarci. Antonio è scostante. Antonio non ha limiti. Antonio non programma. Antonio fa le cose pazze. Antonio è divertente. Dice cose stupide ma quando è serio quasi spiazza. Antonio ha il mare negli occhi. Gli serve solo la luce. Antonio è testardo. Antonio è orgoglioso e stronzo. Antonio realizza video buffi coi suoi amici e vederlo con loro è stupendo. Antonio li ama,i suoi amici. Antonio sorprende e sfinisce. Antonio ama ascoltare e poi non vuole più saperne. Antonio ha bisogno di novità. Necessita di un altro cielo da guardare. Antonio ti abbraccia fortissimo e quasi avverti che potreste scambiarvi l'anima se solo fosse possibile. Antonio sa far star bene ma sa anche far star male. Antonio sembra giochi e poi invece ci rifletti e pensi "MA COSA CAZZO DICO". Antonio è pieno di idee.di iniziative. Antonio saprebbe annullare le paure se solo ci provasse. Antonio non parla.poi ti guarda e sorride. Antonio forse vorrebbe qualcosa che lo accenda.
E infondo se ci pensi..
non è difficile.
smette l'eyeliner di colare.
gli occhi asciutti.
la testa si lamenta.
oggi Valentina ha capito che questo mare così profondo è solo un buco nero.
oggi conservo i momenti belli.solo quelli.quelli in cui vivere nei tuoi occhi sembrava possibile.
oggi.
mi svuoto.di te.
a mà che prende la mia vita, si infila dentro ed è l'immenso per me guardarla.
a mik che pagherebbe per avermi accanto.Lei taglierebbe l'Italia a metà e unirebbe la calabria al golfo ligure. a tatamia* e a quando mi ha detto "non puoi svuotarti.hai troppo dentro.puoi regalargli qualcosa di bello, perchè ne hai tanto." e alla distanza maledetta. a martina e a quando mi hai spiazzata "tu sei dentro i miei occhi". Lei sogna un matrimonio a Las Vegas. Lei decora specchi. Lei è me. ad Angela e a quando impazzisco "per questo Sid ti amava. non poteva farne a meno.come me,a modo mio." Lei mi porta appesa al collo.Mi porta nel sangue. ad alessiucciamia volendole riaccendere il sorriso negli occhi. a silviè che mi vede la fortuna dentro. a Vins e al Cristo voltato per non vedere. a Lei ricordandoti. agli occhi persi.ai sorrisi sfumati. agli abbandoni. a chi non ho incontrato.
siamo/non siamo. sparisco così. sparisco, sua. ho una foto che tengo di noi.
ho gli occhi pieni.tu sorridi.
"perchè non sono quando non ci sei."
AMEN. August 04 DelRumoreNonAverePaura.questa notte.
una fata mi ha raccontato una storia.
non le ho creduto.
[era la mia.]
parlava con voce rotta
ed urlava lamenti come partorisse.
[avrei voluto aiutarla.]
ora so che l'inesistente ci ha coperto le teste.
ora so che non c'è cielo così immenso da accorglierci.
ma
nonostante tutto
prego ancora che la realtà possa trovarci.
vorrei.
un banchetto felice
dove esporre quello che ho dentro.
come vendersi.
come svendersi.
per farti capire.
per fartelo capire cosa manca.in me.
questo cerco.
un cuore artificiale.
non sento.
nessun suono.
questo farei.
un pulsante dietro la schiena.
play.
smile.
e vaffanculo.
questa notte.
una fata mi ha raccontato una storia.
aveva gli occhi inondati
e respirava poco.
poi l'ho osservata.
non aveva più le ali.
MaCosaMaiPuoiSapereTe?
quando il tempo scivola.
ma è come se mi fossi fermata lì.
lì dove son sempre stata.
mentre provavo ancora una volta a darci un senso.
a darci una forma.
a darci quello che non possiamo avere insieme.
stupide paranoie mi hanno uccisa.
e non serve correrti incontro.
porto ancora i segni del tuo starmi accanto.
vorrei non si cancellassero mai.
fà tutto quello che vuoi.
qualsiasi cosa.
ma.
non.
farmi.
male.
questo nascondevo.
questa notte.
una fata mi ha raccontato una storia.
mi ha lasciato il suo cuore tra le mani.
ed è andata via.
ma non gliel'ho detto.
che io l'avevo preceduta.
siamo qualcosa che scompare.
che crediamo tra le mani.
e che ci sfuma davanti.
io non gliel'ho detto.
questa notte.
quella fata ero io.
alla perfezione che sei. e che ho distrutto. alle caramelle gommose rimaste sul tavolo. e alla mia incapacità di averti.così. di nuovo,aiutami.
July 12 [tu*] mi completiappiattito silenzio scende
piano
lento
tra le gambe.
mentre cerulee lenzuola circondano colpe ingiallite
che amano scontrarsi.
e tengo ancora i tuoi occhi.
quelli appesi nella stanza della memoria.
cosa aspetti?
forse.
dovrei.
solo andar via.
ma allora perchè sono fuggita portandoti dentro?
per ritrovarti
poi
in un sorriso nascosto
vedendo la luce riflessa sul muro.
scavo nella mente
e trovo lei.
giunta a mancarmi inspiegabilmente.
vorrei raccontarle
dei voli al cuore
che mi provochi.
con l'indice spinto in gola
rimetto quello che credo amore.
rendendomi conto che neanche l'oceano
riuscirebbe a contenerlo.
c'ècosìtantoquichenonimmaginineanche.
poi penso che dovresti salvarmi.
che dovresti sbrigarti a farlo
perchè così mi uccido soltanto.
ed allora ruoto gli occhi
cercando l'infinito.
e voltandomi divento mirino della tua massacrante distanza.
mi squarciano il cuore
mi maltrattano gli occhi
mi strappano la voce
mi disintegrano le gambe
ma tu dove sei?
questa sono io.
quella che rinasce nel vuoto.
quella che conserva l'amore in un utero di plastica
e ne prende un pò solo per proteggersi.
nonbasteràpiù.
sfumano le voci
sfumano le attenzioni
sfumano i tocchi fugaci
ma
tu no.
tu riesci inconsapevolmente a perseguitarmi
a prenderti il mio meglio
a prendere di me ciò che rimane
ciò che qualcun altro ha sbattuto sull'asfalto e senza riguardo abbandonato.
io di te sono sicura.
non sai che ti porterei nel mio mondo così incomprensibile.
di quelli che ami o odi all'istante.
non sai delle grandi cose per te che ho in testa.
non sai che quel giorno sarei corsa dal comandante ad urlarti qualcosa in mezzo a tutti quanti.
non sai che quello che tu senti io sento.
non sai che tutto ciò che sono lo sei tu per me.
non sai che ci sono momenti in cui serviresti incondizionatamente.
non sai che quando hai sollevato lo sguardo mi sei entrato dentro.
non sai che stare dietro ai tuoi sbalzi d'umore è come impazzire.
non sai neppure della meraviglia che sei.e che non crederai di essere.
s p a c c a il mondo insieme a me.
e non torniamo più.
finisce così.
cosa può esser mai questo se non
Amore?
non credere a nulla.
non c'è nulla.
non esiste.*
ma io..
non conosco il cielo
però
conosco
TE.*
June 20 nell'invisibilità mi inquieto.concepiti gemiti sbucano nel buio della sorpresa.
buttando un muro divorato dal tempo
che si è arreso.
macosanesaitu.
vulnerabile emissione di emozioni regalate
mai celate
sempre cercate.
poi trafiggi il cielo e mi riporti indiertro.
e so che voltandoti
non ti appartengo più.
non ti appartenevo nelle notti di empi omicidi dei sensi
nel tuo castello di principesse perdute da vendere/svendere.
questo ti dico.
che svuotandomi
ti riempirei di me.
eneltuosorrisovedràilsuo.
divaricata sensazione di cedere ai tuoi sbalzi d'umore
senza accorgermene di un silenzio imbarazzante da colmare
con pensieri sporchi
che si appendono al cielo.
nel disastro genero incanti.
nel pianto nascono meraviglie.
nei miei occhi disegno
te.
filo spinato abbraccia il cuore
ebbro di nulla.
ritagliandone gli spigoli.
nelle mie imperfezioni riusciresti a perderti.
e solo ai tuoi rumori
mi pietrificherei fino all'esaurimento.
poi torni
mi impicchi le emozioni
ed io colleziono i giochi del peccato.
celebrato scorrere insinua
finte geometrie sventrando una finestra
dagli squarci di luce immginati.
riuscirestiaperdonarmimillevolteancora?
l'incomprensibile può emanare coltelli
dalle sue tre gole.
tu allora tienimi incollata.
per non scappare via
ogni volta.
ovunque sei..
scambia la tua vita con la mia
volandomi dentro.
sopravvivendo di questo poco che mi fortifica.
sopravvivendo di questo infinito senso di vuoto dove annegando ti ritrovo.
a tatamia*. per i suoi 20 anni e questi giorni da tenere tra le mani.
ti aspetto qui.
a me che tagliando la gola te la consegno perchè tu come un registratore possa ascoltarla ed io addormentarmi col tuo sorriso appoggiato.
May 25 è tutto quel che ho di te.spregiudicata libertà di sottrarti al mondo.
infelice riscoperta di un ritorno mai avvenuto.
e stringi in mano i fogli della pietà.
mentre un chiodo agli occhi
mi ricorda il tuo viaggio nell'universo.
è così struggente questo misero ritaglio che ho di te
che se ti fossi visto coi miei occhi avresti provato
stupore per te.
[non sei più la stessa.]
ed allora abbandoni il mondo in un orgasmo
chiudendoti nel castello dei segreti dove uno spiraglio è lasciato alle mie ragioni.
Lei si divorò il cuore quella sera.
con tutte quelle strane e stupide cose che era solita fare.
Lui di fronte le puntellava il cervello. d i s t r u g g e n d o g l i e l o.
inarrestata sensazione di un disastro imminente
cantando su dementi note che sfiorano la luce.
ma tu ti estranei e bestemmi fingendo nulla.
ho inciso sulle braccia l'innocenza di un sentimento violentato dagli sguardi.
e con una candela sfioro l'impazienza.
Lui la teneva con sè.
Lei col cuore impegnato lo allontanava.
"Io non sono per te."
"Tu hai il cuore di pietra".
ogni notte mi faccio male.
nell'ombra dei pensieri lodo l'incostanza dei miei abissi
consegnandoti l'immenso sapore di un peccato confessato.
[eppure.
siamo rimasti tali.]
E' distratta Lei quando si guarda in giro.
Poi i suoi occhi si fermano.
Lui.
Lei inizia a correre per andargli incontro.
Ed eccoli in mezzo a tutta quella gente.
la vena del sinistro braccio tira in questo momento.
starai risalendo tra le mie cellule.
liberando le tue essenze.
scomparendoti dentro.poi..
io.
ti.
raggiungerei.
neutralizzo sfere di metallo
che lascio cadere addosso
alla cascata di normalità
per il suo sterminio.
alla meraviglia che sei.
nello slancio verso l'infinito desiderio in cui mi annullo.
impregnandomi di visioni allucinate/sillabate/ritmate/illimitate
nel prendere la parola sbattendosi e non accontentandosi.
ed imbattuti nell'incandescente irresistibile
realtà
cui infrangerci lo spirito.
amando idealizzare il mistero
l'estraneità della vita
c'è tanta dolcezza
ma altrettanta violenza.
alienando la mente
possono gli anni diventare bobine di un videoregistratore
che spalanca simmetricamente la bocca
e furibonda
si trasforma.
esiste un modo per renderti immortale
tenerti dentro.
non svanirai.
L'HO SCRITTO SUL MURO.
April 29 .apologia del talento.aveva le mani di fuoco Lui e come fosse scontato stupido privo d'importanza le poggiò la mano sul cuore.
quasi a volerlo sentire battere.di un battito anfetaminico che solo Lui poteva provocare.
un gesto spiazzante in un momento frenetico.
"non lo sento battere" disse Lei volendo scomparire dentro Lui.
per sempre.
poi gli occhi bassi.
le spalle. un addio bruciato nell'aria. un ritorno distrutto negli occhi.
[sei vibrante di vita.
non ti lascerò mai.]
vestita di cenere rovisto convincendomi che mi ami.
e scendono leggere le crepe di un posto lasciato morire.
a volte.
mi manchi quasi come fosse reale.
[tu mi riempi.]
cresce nel nostro ventre Benedetta e saremo felici di cullarla e trascinarla in spazi d'aria privi di sentenze ingannatrici.
chi è quella con le gambe aperte?
la mia sposa.
ma non lo capisci che io con te annullerei il mondo spalancando le pupille per farti entrare e regalarti me?
ti ho spiato immobile e visto scorrere perdendo la luce.
so che potrei donarti il cielo.
Lei prende la tovaglia migliore
le posate mai accarezzate
i bicchieri mai baciati
e prepara la tavola dell'attesa.
nel buio dell'aria conta particelle che si disintegrano.
si prende un pò di nulla.
guarda fuori.
gli corre incontro.
ma Lui la calpesta portandole via i sensi.
ho male al cuore.
[fammelo sentire.]
riprenditi i tuoi passi
all'istante.
se ancora
di nuovo
devi torturarmi
ripetutamente.
roventi gli specchi cadono a terra.
e bolle di sapone esplodono innocenti.
mentre io colpevole mi lascio a te.così come [non] sei.
addomesticati pensieri strisciano nel sonno come vermi.
assalgono le ombre.
cuori pendono dal soffitto.
pupazzi terrificanti vanno a fuoco.
il vento è un animale inferocito che si accanisce contro i miei lividi.
ma tu
non stancarti di maledirmi dall'angolo del tuo muro
che io rimango coi pungi chiusi
con la testa sgozzata
la solitudine a divorare
ed una mano invisibile simile al soffocamento.
Lui le passa accanto con aria fiera.
Lei parlaparlaparla
si volta
chiedendosi "sei tu?"
Lui arriva portandole una cometa.
Le ridà la voglia di abbracciarlo come non ha fatto mai.
tremanti le osse
scalpitanti i calci.
ribellandosi.
[il distacco. quel cordone ombelicale reciso.]
ha il volto identico al tuo.
e fortissimo batti i pugni nello stomaco che è la tua casa.
non sai quanto mare vedo io in te.
April 10 tua.per sempre.[è questo che dovresti far tu.
dico solo che dovresti uscire da te.
guardarti da fuori
come se la cosa non t'interessasse.
osare superare i limiti far cazzate fregarsene mandarsi a fanculo mandare a fanculo.
non c'è nulla NULLA che sia talmente importante da perderci più di un pensiero
SOLO TE.
e tu ci sei sempre
sia se sbagli
sia se fai le cose giuste
se faccio cazzate e gli altri pensano male di me
se faccio le cazzate e me la ritrovo nel c**o
io sono sempre io
e io mi amo
e io rimango.
è così vero che piangerei.]
in rivoluzione
torno ad essere spirito LIBERO.
mi uso mi strapazzo mi dispero mi rincorro mi impaurisco mi parlo mi urlo mi disegno mi stupro mi mangio mi divoro mi guardo mi perdo mi ritrovo mi permetto mi lacero mi illudo mi sogno mi arrabbio mi sfogo mi scelgo mi pento mi rimpiango mi cucio mi giudico mi abbandono mi possiedo mi scopro mi sporco mi sfioro mi stupisco mi respiro mi annuso mi chiedo mi aiuto mi stravolgo mi ricordo mi circondo mi lego mi trattengo mi penso mi brucio mi annego mi cerco mi ribello mi salvo mi spezzo mi rotolo mi vendico mi rassicuro mi nascondo mi proteggo mi faccio male mi fermo mi cancello mi coloro mi spiazzo mi spezzo mi rinnovo mi uccido mi abbraccio mi leggo mi comprendo mi tengo mi spengo mi tormento mi curo mi lecco gli eccessi
mi ricostruisco.
mi riprendo.[me.]
ridendo di tutto.
mi vivo.
March 25 diario.c'è un attore stanco e ferito
che chiede la potenza forte di un abbraccio.
[per tutte le volte
che
sbattuto al muro
ha pianto.]
chiudevi la porta
e quasi scompariva.
lasciandomi sul cuore
il cemento di un abbandono.
poi il vento ha chiuso le tue pupille
sporcandosi di terra
e riempendo di sangue.
[bucando le vene
ho scoperto
te
che sguazzi dentro una ferita che brucia al sole.
e sfondi gli occhi
che ho visto rotolare.]
non.riesco.a.spazzar.via.il.rumore.dalle.ciglia.
[e spalanchi le ali di plastica
che muoiono d'aria.]
spento cero sul davanzale di una finestra
aspetta con me
le tue parole.
ed un dolcificante al sapore di veleno
accarezza il mio moleskine.
poggio la penna.
e dopo averti amato più volte pur non amandoti
e dopo aver spremuto la mente violentandole i pensieri fiochi e bianchi
stacco la voce.
ed inizio ad urlare.
[grazie a te per avermi trovata.
proverei a ritrovarti milioni di volte.]
la mia vita
che se ne andava con la tua.
[non esiste controllo.
l a s c i a t i]
un arcobaleno
il sole
l'inaspettato.
e sorridere fino al pianto distesa ingoiandomi.
[trascinati qui.]
ci sono attimi in cui Lei socchiude gli occhi
quasi un peso a sfondarglieli.
e riaprendoli
nessuna pietà.
[ti darei i miei di occhi
pe vedere ciò che non vedi.]
ci vuole fantasia per immaginarti così.
nascondendo le lune al contrario
dove le notti sono capaci di inghiottirti
e non restiturti a me.
anche un giorno intero
può entrarmi nei respiri
e poi ritrarsi
all'alba di un mai.
sai
ho trasferito le mie visioni attraverso un finestrino
baciato dal vento.
dalla pioggia.
dalla grandine.
cadono coriandoli
ed una letale sinfonia spinge
spaccando le nostre orecchie.
[ho detto che ci amiamo.]
p r e n d i m i
t u
March 03 addio?February 19 <.brivididifreddo.>ho guardato pieghe nei capelli.
ho guardato seni.
ho visto un sorriso di compiacimento
tra le righe.
ho visto un pianto d'abbandono
prima d'andarmene.
[non ti lascio più.]
e sommersa di notte fonda
mi incollo la tua parte migliore.
che sacrificheresti per non farmi avere dolore.
nuotami addosso.vicino.
ascoltando angeli appesi
grondanti di pietà.
[se ti prendo poi voglio conservarti per me.]
ed allora rubami.
se col freddo al cuore
così vicini
potremmo
morire.
incustodito castello dalle mille pieghe
mi intreccia la libertà
sana di incoscienza.
con te accanto
ho il mio scudo
fresco di sconfitte
pallido di vittorie
tagliente di abissi.
lascerò il celestiale coro
unendomi ad una danza miracolosa
capace di violentare qualsiasi percezione d'instabilità.
[vorrei ti liberassi di tutto ciò che ti tiene legato.]
mi viene così
se ti sento scandire deliri fugaci
che nascono nei tuoi occhi arrossati.
e già immagini un letto pieno di un nuovo odore.
mentre io cancello ancora il tuo.
allo spento lume della mia pazzia
cerco sforzandomi
tabacco sparso
ricordandoti.
o andare via o rimanere via.
mi ero giurata
un giorno col sole bastardo
dopo averti ritrovato di un lucido spiazzante
di darti forma.
ma un diluvio improvviso
mi è caduto addosso
togliendomi la spada.
dormi con me stanotte.
abbraccia il mio sonno.
ed un cuore da ricomporre col tuo.
e sussurrami
di un dio malvagio
che si è servito di un destino infame
che dividendoci
ci ha uniti.
January 23 <.è già domani.>è un grido d'aiuto?
[mancammo un giorno
e ancora ci stiam cercando.]
sono urla silenziose che corrodono lo stomaco.
[fino a non vedermi.
più.]
nonsmetteredicercarmimai.
tu.
appoggia le tue mani.
c'è un sole
che non scalda
qui.
e
che ti venga voglia di me.
[lì dove ti trovi.]
hai visto cosa ho fatto?
ti ho sentito addosso
mi sono voltata
ho chiuso gli occhi.
c'è un rumore di te
che abbraccia le parole.
i suoni.
mimetizzato ondeggiare sulle rovine
del mio strazio.
per proteggermi gli occhi
raccolgo il sangue dell'assenza
e dipingo l'immensità.
scivola maldestro
coi pugni incrociati
su una notte riflessa in uno specchio
di opachi smeraldi.
[e ora che fai?]
strappo carne dalle dita
fino al rosso
dei miei sbagli.
e striscio pesante
tra polsi taglienti
e ciniche ossa
che mi portano a te.
e
così perfetto
mi uccidi.
rimpiango le luci soffuse
che squarciano il sonno all'alba
riempendo le ciglia
di istanti consumati su un letto di cera sbiadito.
trafitto involucro tengo sul grembo
in attesa di un impunito diavolo
che lega le gambe.
[sì ma torna.
prima della mia fine.]
lavo veloce scorie umane
destinate al rogo.
[per sentirmi parte di quelle fiamme.]
ma allora spiegami l'acido
che ingoio ogni notte
credendo di vederti.
[vorrei guardare il cielo e trovarti.]
pupille viola fanno capolino
da una serratura troppo aperta
che mi avvicina
col cuore che trema.
poi ti vedo venirmi incontro
e mi sembrano così superflui i tagli di questo male
che riesco a sorriderti
gridando.
rassicurami che c'è un posto
nostro
pronto ad accoglierci
dove annullare le paure.
e dispiegare i miei fogli
imbevuti di noi.
portati lontano.
con me.
prometto a me stessa.
[come lo scrivessi sulla mia pelle.
come lo scrivessi sulla tua pelle.]
January 02 [mOrdo le labbRa di saNgUe.]sOno in aSseNza.
ricaMo faRfalle in lUtTo
e saRò rOgo.
nOn c'è più nUlla.
di me.
nOn tRoveRai più nUlla.
cOsì.
diMMi cOsa devo faRe per aveRe a m o r e.
[oRa cHe
ho il cUore nella teSta.]
amOremio amOremio.
raccOgLiMi all'iStaNte.
sceNdi.
e risaLi.
e scOpRiRai me
cHe vivo deNtRo lo stOmaco.
ricOpRiMi gLi occHi.
e avviciNaNdoti ascOlta i miei iNfeRni.
[ti pRego.]
qUesti giOrni sOno fUoco.
[e brUci devastaNdOmi le paLpebRe.]
mi accOrgo delle maNi.
e mi vedo mOrire.
e qUaSi nOn ci cRedevo.
il cuOre geLido ti ceRcava a metà.
nella nOtte sei eNtRato
paRlaNdoMi della ceNeRe.
e dei saLti nel vuOto
cHe nel mio ciRco ti sei spiNto a faRe.
ridaMMi la lUce tu.
meNtRe io metto in cRoce una faRfalla
appeNdeNdOla alla pORta del bagNo.
sOno stOrie seNza teSta.
sOno aNiMa
cHe si danna
diceNdo
lasciaMi sOla
ma tieNiMi la maNo.
un mOstRo saNgUiNaNte e iNdifeso
mi abita deNtRo.
nOn mi mOlla.
mi divOra.
e mi sUssUra dei tuOi giOcHi.
per le scOrie cHe iNtOsSicaNo.
per le daMe bUtTate.
per gLi iNceNsi fUmati.
cHiSsà cOme mi disegNeResti cOsì.
***
ad Angela Buccella cHe mi aMa.e mi vorrebbe aCcaNto su un maRciapiede beRliNese
[scUsa.]
a cHi mi saLveRà.
ed oRa
suOnaMi.
attOrcigLiati a me.
e recLiNati
addOrmeNtiamOci.
ma
paRlaMi
pRiMa.
e raccOntaMi
di cOme mi vedi.
[e vOi cHe qUi iNtiNgete le dita
e a cUi iNcateNo la meNte
cOme mi vedete?]
December 16 <.io sOno prOnta.e tu?>caNto cOn la bOcca tRa le maNi
e seppelliSco ripUgNaNti laMeNti
cHe peRfOraNo
l'aNiMa
pRiMa cHe io sia cOrpo.
diSsacRo la tUa reLiqUia
cHe dOrMe iNdistUrbata
nel letto dell'aSseNza.
e mi maNco.
qUaNdo mi gUaRdo.
vOgLio le stelle.
[le cOntiaMo iNsieMe?]
iNceNeRisco bRiciOle d'oRo
oScillaNdo nei ricOrdi.
[e da qUi giUraMi la tUa vita.]
ricaLco tRatti di te.
e riesUmaNdOti
ti ripOrto a viveRe.
qUi.
io sOno un viOliNo seNza cOrde
cHe cHiUdeNdo gLi occHi
si peRde.
[per nOn tOrNaRe.]
e tu oRa cHe piOmbi iNaSpeTtataMeNte
cHi sei?
pOlveRe offUsca visiOni peRlate
da suOnaRe cOn un pUgNaLe
nel peTto.
tRasciNaMi cOn te.
e prOmettiMi cHe nOn ci diMeNticHeReMo.
riaNimato tOrpOre si pOggia su schegge invisibiLi.
mi ripOrteRei iNdietRo.
dOve l'aveRti
ha sgaNciato le mie aLi.
aNdiaMo leNti nOi.
ci diaMo a spiccHi.
e cOsì sto beNe.
spOseResti i miei deLiRi?
giOcHeResti cOn le mie stRaNeZze?
mi daReSti ciò cHe nOn ho?
e cOnfOndo tUtTo qUesto.
mescOlaNdo le diffeReNze.
aggiUngeNdo le mie cOrse.
uCcideNdo le paUre.
[feRmati.]
tu.
raccOntaMi del tUo cieLo.
dei tUoi vOli.
ed aNcHe delle tUe cadUte.
ceRcaMi.
e seNza attRaveRsaRe l'iMpOsSibiLe
pReNdi di me quello cHe vuOi.
cOnseRvaLo.
oSseRvaLo.
cUraLo.
[ci riUsciResti?]
scrUto il tUo mOndo.
[quello cHe nOn mi mOstRi mi seMbRa di iNtRavedeRlo.]
e
a
vOlte
sOrrido.
cOn te.
ma allOra peRcHè tReMo aNcOra?
peRcHè gUaRdaRti scOrreRe
mi agita.
[e vieNi a scUoteRe uNa taZza vuOta.]
beNdate seNsaziOni si pRepaRaNo all'uRto.
[paRlo piaNo per nOn distRuggeRe.]
fReMo per arrivi immiNeNti.
e mi diLaNio iNsegUeNdo le spalle
cHe da qUella nOtte nOn ho più ritrOvato.
[e uNo spOrco tRamOnto
lacRiMa immeNso.]
rUbeReSti il mOndo per me?
oRa nOn sei da sOlo nella mia meNte.
mi bagNo le labbRa di cieLo.
pRestaNdo a me steSsa
un nuOvo cOlOre.
laScio un pOsto vuOto
aCcaNto a me.
per te.
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